La Campania? E' già uscita dall'emergenza rifiuti. E' bastato un salto di Antonio Bassolino. Oplà. Ma solo sull'Unità. Dove sabato il gruppo consiliare del Pd della Regione Campania ha pubblicato quattro pagine piene sotto il titolo "Dossier Rifiuti- La Campania oltre l'emergenza", non si sa se accolte a pagamento (non c'è la dizione "informazione pubblicitaria"), per interesse giornalistico o per contiguità politica. Domina nell'inserto una appassionata autodifesa di Bassolino, che prima rivendica tutte le mirabolanti azioni sue da presidente della Regione e naturalmente da commissario all'emergenza rifiuti, osteggiate dal suo nemico numero uno, la camorra, seguita dal nemico numero due, la Cdl, e dal nemico numero tre, Rifondazione comunista. Ma dopo avere replicato punto dopo punto alle accuse ricevute, Bassolino si lascia andare alla mozione d'affetti: ah, ma chi glielo ha fatto fare di andare a presiedere la Regione Campania? Fosse stato per lui sarebbe rimasto sindaco di Napoli, dove il suo cuore oggi ferito è restato: "Napoli", scrive Bassolino, "è la cosa più importante della mia vita. Una città dove ho fatto il lavoro d Sindaco, quello che più mi ha coinvolto e che purtroppo non ho potuto continuare perché la legge lo vietava". Significa che Bassolino è pronto a gettare la spugna, a travolgere con sè Rosa Russo Jervolino e a riprovare la scalata alla poltrona di primo cittadino di Napoli? Macchè. Per lui le polemiche sono già alle spalle: "Emergenza rifiuti, nuovi strumenti per le nomine, statuto, deleghe agli enti locali. Questa è la partita che ci stiamo giocando. E' la partita dello sviluppo e della democrazia. Per vincerla abbiamo bisogno di stabilità istituzionale e di rinnovata energia decisionale..." ...
Bassolino, oplà. E i rifiuti non ci sono più. Sull'Unità
La Campania? E' già uscita dall'emergenza rifiuti. E' bastato un salto di Antonio Bassolino. Oplà. Ma solo sull'Unità. Dove sabato il gruppo consiliare del Pd della Regione Campania ha pubblicato quattro pagine piene sotto il titolo "Dossier Rifiuti- La Campania oltre l'emergenza", non si sa se accolte a pagamento (non c'è la dizione "informazione pubblicitaria"), per interesse giornalistico o per contiguità politica. Domina nell'inserto una appassionata autodifesa di Bassolino, che prima rivendica tutte le mirabolanti azioni sue da presidente della Regione e naturalmente da commissario all'emergenza rifiuti, osteggiate dal suo nemico numero uno, la camorra, seguita dal nemico numero due, la Cdl, e dal nemico numero tre, Rifondazione comunista. Ma dopo avere replicato punto dopo punto alle accuse ricevute, Bassolino si lascia andare alla mozione d'affetti: ah, ma chi glielo ha fatto fare di andare a presiedere la Regione Campania? Fosse stato per lui sarebbe rimasto sindaco di Napoli, dove il suo cuore oggi ferito è restato: "Napoli", scrive Bassolino, "è la cosa più importante della mia vita. Una città dove ho fatto il lavoro d Sindaco, quello che più mi ha coinvolto e che purtroppo non ho potuto continuare perché la legge lo vietava". Significa che Bassolino è pronto a gettare la spugna, a travolgere con sè Rosa Russo Jervolino e a riprovare la scalata alla poltrona di primo cittadino di Napoli? Macchè. Per lui le polemiche sono già alle spalle: "Emergenza rifiuti, nuovi strumenti per le nomine, statuto, deleghe agli enti locali. Questa è la partita che ci stiamo giocando. E' la partita dello sviluppo e della democrazia. Per vincerla abbiamo bisogno di stabilità istituzionale e di rinnovata energia decisionale..." ...
CONDONO DI PRODI AI COMUNI ANTI-RIFIUTI
Come si dice a Napoli, Romano Prodi ha fatto la faccia feroce. Porta infatti la sua firma il decreto 11 maggio 2007, n. 61 dal titolo «Interventi straordinari nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania». Pugno di ferro del premier, spiegato all'epoca con il desiderio di mettere fine una volta per tutte allo scandalo della spazzatura a Napoli e dintorni. All'articolo 7 uno schiaffone a tutti i comuni: entro dicembre avrebbero dovuto adottare un piano straordinario per lo smaltimento e auto-finanziarselo. Il 29 dicembre scorso proprio in piena emergenza rifiuti il governo ha fatto marcia indietro: il diktat e quella norma sono saltati, cancellati da una norma malandrina inserita nel Milleproroghe Quando aveva fatto finta di fare la faccia feroce, Prodi