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PRODI PIU' CHE CADUTO E' ROVINATO- Un onore delle armi ingiustificato

Romano Prodi non è solo caduto. E' rovinato scegliendo forse la peggiore uscita di scena mai vista nella pur ricca storia della Repubblica italiana. Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini hanno concesso l'onore delle armi, ammirandone il coraggio con cui ha sfidato il Parlamento fino all'ultimo istante. A me non è sembrato coraggio, ma cocciutaggine e anche qualcosa in più. Fino all'ultmo Prodi ha pensato di farcela, sguinzagliando i suoi a caccia di voti nelle fila degli incerti come in quelle degli avversari. Ci sono molti si dice, difficili da provare. Ma c'è anche un fatto purtroppo ormai confermato: l'assunzione a 24 ore dal voto di fiducia dell'assistente (legato anche da strettissima amicizia) del senatore Udeur Nuccio Cusumano (che infatti ha votato per Prodi in dissenso dal suo gruppo) in una agenzia controllata dal ministero delle Politiche agricole e forestali. Assunzione effettuata- per interessamento del ministro titolare, il prodiano Paolo De Castro. Ha detto di avere a cuore il bene del Paese e l'urgenza delle riforme, ma Prodi ha fatto tutto meno quel che le avrebbe rese possibili: un suo passo indietro prima della fiducia, evitando lo scontro frontale fra gruppi in Senato. Ha pesato di più il desiderio d minare il più possibile il cammino di Walter Veltroni che la possibilità di un passo da statista o da civil servant. Brutta fine. Da archiviare in fretta...

Da Italia Oggi in edicola/ La scorta di Napolitano

A presidiare il Quirinale la sicurezza del suo inquilino, Giorgio Napolitano, c'è una scorta da fare invidia perfino agli antichi imperatori: 1.085 uomini. Di questi, 47 sono militari inquadrati negli uffici di diretta collaborazione del presidente della repubblica, 272 sono corazzieri, e cioè carabinieri scelti della guardia personale del capo dello stato. Gli altri 766 sono carabinieri, poliziotti, guardie forestali alle dipendenze della segreteria generale del Quirinale. Sul Colle, quindi, quei 1.085 militari sono più degli inquilini del palazzo: 1.020 oltre Napolitano. Per difendere i suoi 121 mila abitanti dai 4.412 delitti annui l'intera Valle d'Aosta deve accontentarsi di 919 fra poliziotti e carabinieri. La consistenza attuale dell’esercito personale del capo dello stato è circa tre volte superiore a quella che garantiva la sicurezza di Sua Maestà nell’Italia unificata. Se al caso del Quirinale si sommano i poliziotti e i carabinieri impegnati a Roma nelle scorte di palazzo, a presidiare ministri e ministeri, deputati, senatori, organi costituzionali e loro inquilini anche durante gli spostamenti si capisce come è possibile che Roma, la città con più forze di polizia in assoluto, sia anche la capitale italiana dei delitti. In Italia ci sono circa 5 appartenenti alle forze di polizia ogni mille abitanti, e la cifra in sé non è bassa, anche quando rapportata agli altri paesi europei. Ma quei tutori della sicurezza sono dislocati soprattutto a protezione della casta, e per il resto distribuiti sul territorio in modo poco efficace. Quando si parla di criminalità e sicurezza è da lì che bisognerebbe partire. Mille uomini per una sola persona e mille persone per 5 poliziotti: il divario non ha bisogno di ulteriori commenti, e qualsiasi paragone con altri capi di stato occidentali andrebbe a mortificare il presidente della repubblica italiano. Napolitano e il suo segretario generale, Donato Marra, non hanno nascosto nei bilanci del Quirinale questa sproporzione. Anzi, è già stata annunciata una riduzione degli organici con il blocco del turnover. Di più non si potrebbe per non mettere sulla strada il personale. Vero, se parliamo di civili. È invece proprio quel che si dovrebbe fare per la metà di quei militari. Sulla strada, a garantire la sicurezza dei cittadini. Non di un solo cittadino…