Superata quota 5 mila preferenze per i cento onorevoli Panda da salvare nella prossima legislatura. In testa Guido Crosetto, Dorina Bianchi e Laura Ravetto. Ma incombono anche Giustina Destro e Giuseppe Consolo. Si può ancora votare fino alla prossima settimana, quando consegneremo le vostre scelte a Silvio Berlusconi, Walter Veltroni, Pierferdinando Casini, Bruno Tabacci, Fausto Bertinotti, Francesco Storace ed eventuali altri candidati-premier. Lo faremo con filmati che testimonieranno a voi la consegna in diretta tv. Votate quindi qui, sul sito www.italiaoggi.it o per mail a classroma@class.it o fbechis@class.it. Resta l'unica primaria in questo momento possibile...
E ora sopra i 5 mila voti per gli onorevoli Panda da salvare
Superata quota 5 mila preferenze per i cento onorevoli Panda da salvare nella prossima legislatura. In testa Guido Crosetto, Dorina Bianchi e Laura Ravetto. Ma incombono anche Giustina Destro e Giuseppe Consolo. Si può ancora votare fino alla prossima settimana, quando consegneremo le vostre scelte a Silvio Berlusconi, Walter Veltroni, Pierferdinando Casini, Bruno Tabacci, Fausto Bertinotti, Francesco Storace ed eventuali altri candidati-premier. Lo faremo con filmati che testimonieranno a voi la consegna in diretta tv. Votate quindi qui, sul sito www.italiaoggi.it o per mail a classroma@class.it o fbechis@class.it. Resta l'unica primaria in questo momento possibile...
SUPERATE LE 3 MILA PREFERENZE PER GLI ONOREVOLI PANDA DA SALVARE - Ecco il gruppo di testa
Grazie ai naviganti di questo blog, a chi ha votato sfruttando la finestra sul sito www.italiaoggi.it e soprattutto a chi ha usato la mail (la maggiore parte) inviando la propria terna di "onorevoli panda da salvare e ricandidare" a fbechis@class.it o a classroma@class.it
Sono più d tre mila le segnalazioni arrivate la scorsa settimana, e nel gruppo di testa dei prescelti ci sono Guido Crosetto (Fi), Dorina Bianchi (Pd), Luca Volontè (Udc), Gianni Mancuso (An), Giuseppe Valditara (An), Paolo Guzzanti (Fi), Osvaldo Napoli (Fi), Roberto Maroni (Lega), Sergio Chiamparino (Pd), Antonio Di Pietro (Idv). Hanno avuto oltre una preferenza più di 200 ex parlamentari, e oltre 70 non parlamentari (amministratori locali ed esponenti della società civile). E' importante votare ancora questa settimana, che sarà decisiva e alla fine di quella successiva abbiamo già appuntamento per consegnare le vostre preferenze al leader del Pdl, Silvio Berlusconi e siamo in attesa di avere conferma dal leader del Pd, Walter Veltroni. Entrambi gli incontri verranno filmati e trasmessi su questo blog e sul sito di Italia Oggi. Naturalmente consegneremo le vostre scelte anche ai leader della cosa rossa, della rosa bianca e di eventuali altre formazioni che corressero da sole. Votate, votate, votate. In fondo si può farlo solo qui...
I 100 PANDA DA SALVARE E RICATAPULTARE IN PARLAMENTO- Suggerite i nomi dei parlamentari di cui non volete l'estinzione
L'iniziativa è partita dal quotidiano Italia Oggi, ed è rivolta a tutti i lettori e naturalmente a chiunque da Internet dovesse incrociare questo blog. Si andrà a votare fra qualche settimana, e ancora una volta il potere di scegliere i candidati sarà esclusivamente nelle mani dei leader politici che faranno le liste come previsto dalla attuale legge elettorale, il "Porcellum". Unica possibilità dei cittadini-elettori sarà quella di provare a suggerire in anticipo la composizione di quelle liste. Per questo si raccolgono proposte e adesioni a i "100 onorevoli Panda da salvare e ricatapultare in Parlamento". Un'iniziativa trasversale a tutti i partiti: basta segnalare il nome di tre parlamentari che in questi due anni si siano ben comportati e spiegare in due- tre righe le motivazioni delle nomination. Tutte le segnalazioni saranno pubblicate su Italia Oggi e alla fine stilata la classifica degli onorevoli Panda da salvare. Basta scrivere un post qui o inviare le segnalazioni a fbechis@class.it o a classroma@class.it
RIFIUTI, per difendere Bassolino l'Unità intervista il sindaco riciclone della Campania. Ma è della Cdl...
Nel dossier rifiuti de l'Unità scritto dal gruppo consiliare Pd della regione Campania, per difendere strenuamente il lavoro di Antonio Bassolino e mostrare la sua rivoluzione (invisibile) nella raccolta rifiuti, si intervista anche un sindaco "riciclone", il primo cittadino di Mercato San Severino (22.500 abitanti), Rocco D'Auria, campione della raccolta differenziata. I suoi meriti effettivamente sono riconosciuti da Legambiente, organizzazione ambientalista di area Pd che più volte lo ha premiato. Peccato però che D'Auria sia un sindaco Cdl...
Bassolino, oplà. E i rifiuti non ci sono più. Sull'Unità
La Campania? E' già uscita dall'emergenza rifiuti. E' bastato un salto di Antonio Bassolino. Oplà. Ma solo sull'Unità. Dove sabato il gruppo consiliare del Pd della Regione Campania ha pubblicato quattro pagine piene sotto il titolo "Dossier Rifiuti- La Campania oltre l'emergenza", non si sa se accolte a pagamento (non c'è la dizione "informazione pubblicitaria"), per interesse giornalistico o per contiguità politica. Domina nell'inserto una appassionata autodifesa di Bassolino, che prima rivendica tutte le mirabolanti azioni sue da presidente della Regione e naturalmente da commissario all'emergenza rifiuti, osteggiate dal suo nemico numero uno, la camorra, seguita dal nemico numero due, la Cdl, e dal nemico numero tre, Rifondazione comunista. Ma dopo avere replicato punto dopo punto alle accuse ricevute, Bassolino si lascia andare alla mozione d'affetti: ah, ma chi glielo ha fatto fare di andare a presiedere la Regione Campania? Fosse stato per lui sarebbe rimasto sindaco di Napoli, dove il suo cuore oggi ferito è restato: "Napoli", scrive Bassolino, "è la cosa più importante della mia vita. Una città dove ho fatto il lavoro d Sindaco, quello che più mi ha coinvolto e che purtroppo non ho potuto continuare perché la legge lo vietava". Significa che Bassolino è pronto a gettare la spugna, a travolgere con sè Rosa Russo Jervolino e a riprovare la scalata alla poltrona di primo cittadino di Napoli? Macchè. Per lui le polemiche sono già alle spalle: "Emergenza rifiuti, nuovi strumenti per le nomine, statuto, deleghe agli enti locali. Questa è la partita che ci stiamo giocando. E' la partita dello sviluppo e della democrazia. Per vincerla abbiamo bisogno di stabilità istituzionale e di rinnovata energia decisionale..." ...
POLTRONISSIME, Il dilemma di Cattaneo: meglio la vecchia carta La russa- Tremonti o la nuova Rovati-Micheli?
L'amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, come molti altri manager pubblici, sta vivendo ore di apprensione: lui, manager targato centrodestra, aveva stretto legami e amicizie trasversali in questo biennio e naturalmente pensava non fossero di impaccio alla sua riconferma nell'assemblea di aprile. Così quando ha letto sui giornali che la sua nomina era stata difesa a spada tratta dal centrodestra (i vecchi amici Ignazio La Russa e Giulio Tremonti), ma osteggiata da palazzo Chigi che ha il potere di nomina, si è confidato con alcuni collaboratori: "Io inviso a palazzo Chigi? Pura falsità. Ho passato le due ultime estati in vacanza con Angelo Rovati, di cui sono grande amico. E sono in buoni rapporti anche con Enrico Micheli...". Certo, il manager ha amicizie a tutto tondo come ha mostrato la sua recente partecipazione alla festa degli 80 anni di Ciriaco De Mita (ma il legame lì forse poggia sul vecchi amico Rai, Gigi Marzullo). Ma di questi tempi essere trasversali non è detto che paghi. La campagna elettorale alle porte rischia di fare qualche vittima eccellente...
SILVANA, CHIAMA LA TIPOGRAFIA, CHE SI VOTA- Gli ordini al telefono di Antonio Di Pietro alla sua tesoriera...
Sabato 26 gennaio, ore 13 circa, sala Alitalia Freccia alata aeroporto di Roma. Antonio Di Pietro è appena stato al Quirinale per le consultazioni di rito, ha appena dichiarato alle agenzie che certo ci vuole un governo per fare le riforme istituzionali. Parla al telefonino "Silvana, chiama le tipografie per farti fare il migliore prezzo per i manifesti, inizia la campagna elettorale...". Di Pietro chiude e un metro più in là nota la deputata di Forza Italia, Jole Santelli. Sorride: "Ma sì... Parlavo con la Mura, la mia tesoriera. Certo che si va a votare, e bisogna attrezzarsi subito per spuntare i prezzi migliori con lo stampatore...". Di Pietro scappa, la Santelli sorride e spiega al suo vicino che certo si voterà- ma in carica resta ancora Romano Prodi e lui farà le nomine di tutte le spa di Stato. Così se anche vincesse le elezioni Berlusconi, i poteri forti saranno di Prodi e governare impossibile. "Berlusconi non sembra preoccupato, dice che tanto poi c'è lo spoil system, ma non è così. Dovrebbe porre il problema al presidente della Repubblica alle consultazioni di martedì...". Ma non c'è tempo per risposte: si sta imbarcando il volo per Lamezia Terme. Giusto il tempo per un saluto sulla porta con un altro deputato dell'Italia dei Valori: Leoluca Orlando. In mano un solo quotidiano, e salta all'occhio: la Frankfurter Allgemeine Zeitung...
DITE CHE IL PAPA HA UN RAFFREDDORE- Esclusivo: cosa disse Amato al cardinale Bertone per evitare il caso Sapienza
Una lunga telefonata per descrivere quello che sarebbe accaduto sia dentro che fuori l'Università La Sapienza di Roma. Da un capo del filo il ministro dell'Interno italiano, Giuliano Amato, dall'altro il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano. Fu così che mentre il comandante della Gendarmeria vaticana, l'ex capitano della guardia di Finanza, Domenico Giani, stava mettendo a punto il sistema di sicurezza intorno al Pontefice con la questura e la prefettura di Roma, il governo italiano cercava- riuscendoci- di ottenere una rinuncia della visita. Secondo fonti di altissimo livello di cui ho raccolto testimonianza diretta, nella telefonata Amato ribadì che non ci sarebbe stato alcun problema per l'incolumità personale del Pontefice, che sarebbe stato coperto da una schiera a protezione anche di lancio di uova o vernici. Ma tutto intorno sarebbe stato probabile l'inferno: auto rovesciate, incendiate, scontri anche violenti con "possibili feriti e anche peggio". Fu a quel punto che Amato disse a Bertone: "Eminenza, io sconsiglierei la visita alla Sapienza. Può sempre dire che al Papa è venuto un raffreddore e la febbre...". Soluzione presa dall'Urss di Breznev, probabilmente. Che ha lasciato attonito Bertone e addoloratissimo il Papa...
OFFERTA DI NOMINE UDEUR- Il racconto di un testimone- Gino Capotosti, deputato Udeur
Gino Capotosti, avvocato e deputato Udeur, era presente mercoledì pomeriggio nel cortile di Montecitorio insieme a Mauro Fabris, vicesegretario Udeur e ad altri due esponenti del partito: Paolo Del Mese, presidente della commissione Finanze di Montecitorio e Pasqualino Giuditta. In attesa del voto di fiducia a Romano Prodi il capannello si è messo a parlare di nomine pubbliche. E con un sospiro Paolo Del Mese ha spiegato la rinuncia a 30 poltrone. Fabris ha commentato :"l'Udeur non è Giuda, non prende 30 denari". Al colloquio erano presenti due giornalisti, io e l'inviato de La Stampa, Augusto Minzolini. Entrambi abbiamo riportato su Italia Oggi e su La Stampa il contenuto di quel colloquio (www.italiaoggi.it). Il giorno dopo hanno reagito duramente Romano Prodi ed Enrico Micheli, negando l'offerta. In Senato ne abbiamo riparlato con i diretti protagonisti. Ecco la prima testimonianza, quella di Gino Capotosti, che era presente a quel colloquio e che spiega come l'offerta fosse una percentuale di circa 600 poltrone in consigli di amministrazione vari su cui i principali partiti di maggioranza stavano già discutendo. Nel documento audio-video tutti i particolari...
PRODI PIU' CHE CADUTO E' ROVINATO- Un onore delle armi ingiustificato
Romano Prodi non è solo caduto. E' rovinato scegliendo forse la peggiore uscita di scena mai vista nella pur ricca storia della Repubblica italiana. Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini hanno concesso l'onore delle armi, ammirandone il coraggio con cui ha sfidato il Parlamento fino all'ultimo istante. A me non è sembrato coraggio, ma cocciutaggine e anche qualcosa in più. Fino all'ultmo Prodi ha pensato di farcela, sguinzagliando i suoi a caccia di voti nelle fila degli incerti come in quelle degli avversari. Ci sono molti si dice, difficili da provare. Ma c'è anche un fatto purtroppo ormai confermato: l'assunzione a 24 ore dal voto di fiducia dell'assistente (legato anche da strettissima amicizia) del senatore Udeur Nuccio Cusumano (che infatti ha votato per Prodi in dissenso dal suo gruppo) in una agenzia controllata dal ministero delle Politiche agricole e forestali. Assunzione effettuata- per interessamento del ministro titolare, il prodiano Paolo De Castro. Ha detto di avere a cuore il bene del Paese e l'urgenza delle riforme, ma Prodi ha fatto tutto meno quel che le avrebbe rese possibili: un suo passo indietro prima della fiducia, evitando lo scontro frontale fra gruppi in Senato. Ha pesato di più il desiderio d minare il più possibile il cammino di Walter Veltroni che la possibilità di un passo da statista o da civil servant. Brutta fine. Da archiviare in fretta...
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