Tor di Quinto, quei nomadi svaligiarono casa Veltroni

Sono passati cinque anni. Walter Veltroni è tornato a sposare la linea dura nei confronti dei nomadi di Tor di Quinto. Oggi lo fa da leader del nuovo Partito democratico, cinque anni fa tuonò da semplice sindaco di Roma. Oggi si reagisce alla violenza e all'aggressione nei confronti di una donna. Allora- era il 2 novembre 2002- si trattava di semplice lesa maestà: qualche nomade si era intrufolato in casa Veltroni arraffando quel che aveva trovato: medaglie commemorative e gioielli di famiglia. Ma la linea dura del sindaco di Roma fu di assai breve durata. Derubato il sabato, il mercoledì successivo Veltroni riebbe indietro tutta la refurtiva. Una polizia davvero efficace scoprì la ladra: una giovane Rom di Tor di Quinto, che nella ruolotte aveva conservato quel che aveva rubato. Così Veltroni perdonò, il campo nomadi di Tor di Quinto che da lì doveva sloggiare vi restò, e in cinque anni i suoi abitanti sono stati protagonisti di ben 758 delitti di varia natura. Anche omicidio. P.S. Grazie ad Alessandro, Siro, Mariano, Oib e a chi ha voluto darmi il benvenuto nel mondo dei blogger...
Posta un commento