Cacia al 740 del vicino- Visco ha messo tutti i redditi in piazza

Quanto guadagna Francesco Totti? Basta andare su www.agenziaentrate.gov e in pochi minuti lo saprete. Città di Roma, contribuenti 2005, alla lettera “T”. Eccolo, il pupone: 10 milioni e 85 mila euro lordi. Più o meno il doppio della dichiarazione presentata nella stessa città da un altro personaggio famoso, Maurizio Costanzo. Tre volte il reddito 2005 di Paolo Bonolis, uno dei personaggi televisivi più pagati. Cinque volte la dichiarazione dei redditi di John Elkann, l'erede della famiglia Agnelli in Fiat. Per fare un Totti ci vogliono più di sei Francesco Gaetano Caltagirone (1,5 milioni). Ma solo due Beppe Grillo e mezzo (4,2 milioni). Ogni curiosità sarà soddisfatta. Per la prima volta sono online tutti i redditi degli italiani (...)(...) Ci sono tutti, milioni di dichiarazioni di persone fisiche, di persone giuridiche, di società di persone. C'è il vip da rintracciare, e per i lettori di Italia Oggi qualche curiosità abbiamo iniziato oggi a soddisfare. Ma c'è anche lo sconosciuto al grande pubblico con la sua bella dichiarazione dei redditi. Quello che ritieni ricchissimo e invece dichiara un reddito da barbone. Il compagno di ufficio che ritenevi pari a te, e invece guarda tu cosa gli devono avere dato extra. Il vicino di casa che zitto zitto sembrava un poveraccio, ed ecco lì quanto guadagna che ci vogliono sei stipendi tuoi per farne mezzo suo. E quell'altro del palazzo a fianco, sì, quello della Ferrari nascosta in garage, tirata fuori nei week end? Come fa a guadagnare quella manciata di euro? Signori, ecco l'ultimo regalo di Vincenzo Visco prima di svuotare i cassetti del ministero e passare il testimone alla squadra di Giulio Tremonti. Tutto legittimo, naturalmente. I redditi degli italiani non sono mai stati coperti da segreto di Stato. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Massimo Romano, prima di inserire sul suo sito Internet tutti i dati ha scritto al Garante della privacy, Francesco Pizzetti, per chiedere ed ottenerne l'autorizzazione. Ma proprio nel passaggio delle consegne fra un governo e l'altro questa clamorosa novità inserita un po' alla chetichella, pubblica ma non strombazzata, potrebbe avere l'effetto di avvelenare non poco i pozzi. Una caccia al reddito del vicino promossa ora rischia di creare un clima sociale ancora più difficile di quello già esistente. Dentro un posto di lavoro, in una piccola comunità, in ogni ambiente scatterebbe l'invidia per qualsiasi tipo di differenza non giustificata. Forse una consultazione di questo tipo- e chissà se è proprio questo il motivo della pubblicazione- è in grado di produrre schiere di delatori, pronti ad aiutare per qualche piccola vendetta il fisco denunciando tenori di vita non compatibili con quei redditi ora conosciuti e confrontati con il proprio. Ricordo per altro che proprio i protagonisti di questa operazione trasparenza avevano gridato al delitto e allo scandalo all'inizio della scorsa legislatura per un accesso non autorizzato a questo tipo di dati da parte di operatori della stessa agenzia delle Entrate o di militari della guardia di Finanza che giocherellavano con le banche dati sbirciando le dichiarazioni dei redditi di questo o quel potente di turno. “Spiati”, si disse, montando uno scandalo politico-mediatico che poi si è dissolto nelle aule di tribunale. Quel che allora suscitò orrore, è divenuto regola, strumento di par condicio. Si possono sbirciare in un modo o nell'altro i redditi della Casta? Bene, lo si faccia anche con i signori Rossi, Verdi e Bianchi che magari erano in prima fila da veri voyeur. Quei dati di così facile accesso sul sito dell'Agenzia delle Entrate non sono illegittimi- e lo abbiamo sostenuto anche all'epoca delle presunte spiate ai politici, che tali non erano. Fanno la gioia di noi giornalisti che siamo sempre a caccia di notizie così. Ma rischiano di produrre conseguenze non dominabili: mettere tutto nella piazza virtuale, che non si dimentica e resta lì a disposizione senza ulteriori spiegazioni, sembra atto di democrazia, ma è arma affilata e molteplice taglio. Non sarebbe stato male- a proposito di democrazia e trasparenza- affrontare prima una pubblica discussione sulla opportunità o meno del gesto...
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