Metodo Tarquinio: al direttore di Avvenire non va giù il pasticcio etico di Fini e manda un avviso a Casini

Al direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, non è piaciuto un granchè il discorso di Gianfranco Fini a Bastia Umbra. E lo confessa senza mezzi termini a un lettore nella rubrica delle lettere dle quotidiano dei vescovi, sotto il titolo "Un rischioso futurismo familiare". Secondo Tarquinio "il partito moderno, anzi futurista, di Gianfranco Fini, ultima evoluzione della destra post-fascista faticosamente nata dalle ceneri del Msi-Dn, sta rivelando di portare nel suo Dna qualcosa di strutturalmente e- per quanto ci riguarda- di inaccettabilmente vecchio: la pretesa radicaleggiante di dividere il mondo in buoni e cattivi, in arretrati e progrediti culturalmente, sulla base di una premessa e di un pregiudizio ideologico". Tarquinio cita la confusione finiana sulla famiglia (intesa non come Tullianos, ma come famiglia italiana allargata inserita nel programma politico) e sulle leggi sull'etica. Temi rilevanti che rendono Fini politicamente molto distante dai cattolici italiani. Tarquinio però va oltre la critica al programma futurista. E alla fine si chiede: "Come potremmo non annotare e tenere in debita considerazione tutto questo? E proprio guardando al futuro oltre che al presente, come potrebbero non tenerne conto con lucidità i potenziali interlocutori politici di Fini?". Un messaggio non proprio subliminale diretto a Pierferdinando Casini e all'Udc: quell'alleanza non s'ha da fare...


Il testo integrale a questo link


http://www.avvenire.it/Lettere/futurismofamiliare_201011090832252570000.htm

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