DE MAGISTRIS non applica la legge? Allora facciamolo giudice, così i cittadini si sentono più protetti/ L'incredibile filosofia del Csm

Del pubblico ministero Luigi De Magistris il procuratore generale della Cassazione, Vito D'Ambrosio, ha sostenuto davanti al Csm che «manca nella condotta dell’incolpato il principio costituzionale per il quale i giudici sono soggetti soltanto alla legge, un principio che è il limite interno per la magistratura. L’autonomia e l'indipendenza delle toghe sono assicurate in quanto si ha la certezza che il giudice sia vincolato all’applicazione della legge e alle regole disciplinari anche a quelle che non piacciono». Di più- chiedendo la revoca dalle funzioni- ha detto che De Magistris ha avuto «comportamenti sleali» e ha contestato al pm di Catanzaro «l'adozione di provvedimenti al di fuori del Codice». Il Csm ha accolto la tesi di D'Ambrosio e ha proposto il trasferimento di De Magistris sia dalla sede- Catanzaro- sia dalle funzioni di pubblico ministero. Dopo averlo accusato di non applicare la legge, di fare come vuole senza rendere conto al codice, di essere assai parziale hanno cioè punito un pm - la parte di un processo- proponendo di trasformarlo in giudice- una funzione terza. Ora o le accuse a De Magistris sono fondate o non lo sono. Ma fare diventare giudice un pm accusato di tante nefandezze sarebbe una punizione non per lui, ma per i cittadini che dovranno essere giudicati! Questa è una delle tante follie dell'ordinamento giudiziario italiano...
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