SCALFARI BANDERUOLA SU ANDREOTTI

Per una vita Eugenio Scalfari ha scritto peste e corna di Giulio Andreotti. Per una vita con la sola parentesi dell'inizio degli anni Novanta, quando un Andreotti allora presidente del Consiglio riuscì a togliere Repubblica e l'Espresso dalle mani di Silvio Berlusconi (la spartizione della Mondadori). Poi la penna del fondatore di Repubblica è tornata a roteare. Staffilate anche nell'ultimo anno, quando il senatore a vita Andreotti si è permesso di votare con il centro destra contro il governo Prodi. Ecco un passo di un editoriale del 9 maggio 2007: "...per tornare ad Andreotti, c'è solo un personaggio storico al quale si può raffrontare, sia pure con ben altra dimensione, ed è Talleyrand. Stessa passione per il potere senza aggettivi, stesso uso spregiudicato dei mezzi, stessa sapienza tattica, stesso cinismo...". Ed eccone un altro del 22 luglio 2007: "La capacità di Prodi a mediare è notevole, ma c'è mediazione e mediazione. Andreotti per esempio, ai suoi tempi, fu un fuoriclasse in questo esercizio da lui usato quasi sempre per mantenersi al potere anche a costo dell'immobilismo più disperante...". Poi Andreotti ha votato per la finanziaria del governo Prodi. Ed ecco l'editoriale di Scalfari su Repubblica di domenica 18 novembre: "Credo doveroso che l'opinione pubblica esprima gratitudine- al di à delle condizioni politiche- a quei senatori a vita che si sono sobbarcati a una scelta di campo non per sostenere un governo ma per assicurare al paese quel minimo di stabilità possibile nelle condizioni esistenti, evitando rischiosissime avventure (...) Nel loro comportamento non c'è e non ci poteva essere alcun tornaconto e alcun calcolo pesonale nè retropensieri di sorta nè capricciose meschinità da soddisfare ma soltanto il diritto-dovere di salvguardare le istituzioni e il tessuto connettivo della nostra società. Ne faccio i nomi: Andreotti...". Da restare senza parole...
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