Il Cavaliere fa nominare da Napolitano un cavaliere tarocco

Con la firma messa in calce alla lista che gli aveva preparato prima delle dimissioni l’ex ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, il primo giugno scorso il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha nominato cavaliere del Lavoro uno dei re del Made in Italy taroccato: un italo-australiano che a Melbourne e dintorni vende con successo il suo “Parmesan”, la “Mozzabella fresca”, gli “cherry bocconcini” e da quest’anno produce sul posto “Italian wine and oil”. Una onorificenza che ha prima creato imbarazzo e poi rabbia nelle fila degli agricoltori italiani e delle loro associazioni di categoria: ma come, il governo spende milioni di euro per difendere il made in Italy alimentare, da anni conduce alla Corte di Giustizia europea una lunga battaglia giudiziaria contro il Parmesan tedesco, e poi va a premiare proprio un campione assoluto di parmigiano e mozzarella taroccati? Uno che più vende, più toglie mercato al vero parmigiano reggiano e alla vera mozzarella di bufala che in Australia- paese di migliaia di emigrati italiani, si potrebbero esportare con facilità? Il campione del tarocco si chiama Sebastiano Pitruzzello. Classe 1940, siciliano di Sortino. In Australia dal lontano 15 marzo 1963, quando si imbarcò sulla nave Oceania con la fidanzata Lucia per andare a lavorare in fabbrica, alla General Motor di Melbourne. La sua è la storia di lacrime, sudore e successo di molti emigranti italiani. Dollari risparmiati con fatica, e un’idea a lungo coltivata: quei formaggi che aveva imparato a farsi nella sua Sicilia e che come sfizio continuava a confezionare per le serate con gli altri amici immigrati, avrebbero potuto diventare un nuovo lavoro. Fu così che nel 1973 nacque la Pantalica Cheese company, grazie alla decisione del governo australiano di liberalizzare la produzione del latte e dei suoi derivati, che fino a quel momento erano riservati a licenze pubbliche. Così nel giro di pochi anni Sebastiano Pitruzzello insieme ai figli Biagio e Silvio ha fatto fortuna. Ha iniziato con il “fresh pecorino”, poi è passato alla ricotta e di anno in anno si è adeguato ai gusti del mercato. “Smooth ricotta” e “low fat ricotta” per chi chiedeva formaggi leggeri e adatti alle mode delle diete ipocaloriche. Poi ha scoperto che più dell’Italia tirava la Grecia e si è messo a produrre feta, fornendo insieme la ricetta per l’insalata greca. Carezza ai gusti locali con la “cream cheese spread”, una crema di fromaggio da spalmare per la merenda dei ragazzi. Poi è tornata la mania del made in Italy e lui ha sfoggiato il meglio che poteva: forme di “parmesan” fatto alla maniera di Reggio Emilia, e via bustine di grattugiato da usare per “zuppe, salse, pasta e insalate”. Bustina “parmesan cheese- Italian style” per chi poteva permettersi qualche dollaro in più, bustina di “pasta topping- Italian style” per chi aveva meno risorse economiche a disposizione. Già che c’era Pitruzzello ha taroccato anche la Nutella, lanciando sul mercato australiano la “Nut free- Choc ezy” in versione tradizionale e in versione bianco-latte. Per spingere il prodotto si è messo anche a fare pubblicità con uno spot trasmesso in tv sui network nazionali e su quelli locali. Visto che funzionava, ha fatto il bis con lo spot sulla “mozza bella fresca” e sui “cherry bocconcini” da mangiare come “antipasti”, o sulla “pizza, la pasta e le insalate”. A forza di pubblicità, raffinandosi un po’, ha prodotto perfino uno spot istituzionale sulla azienda, e sul suo stile genuino italiano. Mentre lanciava i formaggi taroccati, Pitruzzello non ha scordato il suo paese di origine. Ha mantenuto rapporti costanti con il consolato italiano di Melbourne e l’ambasciata tricolore di Canberra. Ha sponsorizzato tutte le iniziative dei siciliani emigrati in Australia, e tenuto i rapporti con il suo paese di origine, Sortino, che gli ha dedicato perfino una piazza (e lui ha ricambiato finanziando il monumento ai sortinesi emigrati che vi campeggia). Grazie ai buoni rapporti diplomatici il 27 dicembre del 2000 il presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, su proposta dell’allora presidente del Consiglio, Giuliano Amato, lo fece commendatore. Dal 2005 gli uffici diplomatici italiani in Australia propongono la sua candidatura per il cavalierato del lavoro. Tre volte è andata a vuoto, la quarta ha fatto centro. Ed è stato così che insieme al re del provolone italiano dop, Giandomenico Auricchio, alla grande firma di pandori e panettoni, Aldo Balocco, alla regina del Bardolino, del Soave e del Valpolicella doc- Maria Cristina Loredan Rizzardi- Pitruzzello, principe del formaggio tarocco, è diventato cavaliere della Repubblica italiana.
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